Archive for the 'Varie' Category

7 Motivi per non leggere Cappuccetto Rosso

Auto Date Venerdì, Marzo 16th, 2007

Una favola popolata da imbecilli.
Ecco a voi, sette buoni motivi per non far mai leggere ai vostri figli la favola di Cappuccetto Rosso.
1 - Prima di tutto c’è la nonna. Vecchia, avrà più di novant’anni… ma che ci fa da sola nel bosco alla sua età, che costringe i parenti ad andare e venire dalla sua casa con il rischio anche di essere assaliti dai lupi… ma portatevela a casa, o chiudetela in un ospizio.
2 - Poi c’è la mamma di Cappuccetto Rosso. Anche lei, oltre che imbecille, è sfaticata (perché dalla nonna ci manda la figlia, e non ci va lei), è snaturata (perché espone la  piccola indifesa al pericolo dei lupi assatanati nascosti nel bosco) ed è pure maligna, perché prima di uscire cosa va a dire alla povera bimba?
“Tieni, vai dalla nonna e portale vino e focaccia! Ciao… e in bocca al lupo!!!”.
3 - E adesso arriviamo ad un caso veramente patologico. Il lupo cattivo, o meglio, il lupo deficiente. Sta morendo di fame, e quando vede Cappuccetto Rosso, invece di mangiarsela, cosa fa? Le chiede tutto gentile: “Dove vai bella bambina?”
E lei: “Vado dalla nonna”
E ancora il lupo, affamato, e con la bava alla bocca, fa una domanda con un alone di pedofilia: “Cos’hai sotto il grembiule?”
“Vino e focaccia” risponde lei.
E il lupo cosa fa? Ha il pranzo, ed ha pure il vino per festeggiare, ma non se la mangia in un sol boccone, come farebbe un lupo normale, con un accettabile quoziente intellettivo, no! Se ne va invece dalla nonna, e quando arriva lì, sempre più affamato, pensa bene di sfottere la nonna rincitrullita dagli anni fingendosi Cappuccetto Rosso, ma con una voce da uomo delle caverne fumatore.
Toc, toc, bussa il lupo alla porta della nonna.
“Chi è?”
“Cappuccetto Rosso”
“Avanti”
4 - A questo punto il lupo entra e si mangia la nonna. Ma è da sottolineare ancora una volta, che il lupo, sempre molto affamato, non sarebbe mai entrato a mangiarsi qualcuno senza bussare.
5 - E siamo giunti al momento più geniale della storia. Il vero capolavoro. Il lupo, dopo l’antipasto, invece di mettersi dietro la porta con una mazza in mano ad aspettare l’arrivo della bambina per darle una bella randellata tra i denti, cosa fa? Decide di prendere per il culo pure lei, e allora si mette le vesti e la cuffia della vecchia e si corica nel letto.
6 - Arriva quindi l’astuta Cappuccetto Rosso, con la sua intelligenza da ornitorinco, (con tutto il rispetto per l’ornitorinco), e quando entra, invece di scappare, e gridare aiuto, o telefonare ai carabinieri o al telefono azzurro, nel vedere quel deficiente del lupo (che tra l’altro aveva incontrato poco prima) così combinato, travestito, e con il rossetto della nonna, cosa fa???
Dice: “Oh nonna, che orecchie grosse… che occhi grossi… che mani grandi… che bocca grande…” Ma quante cazzo di domande fai, stupida!!! Se quello non è un lupo, come minimo avrà una malattia contagiosa gravissima che si trasmette per via aerea e che non lascia scampo neanche se tu fossi tutta ricoperta di cellophane. SCAPPAAA!!!
7 - Ma dicevamo che la piccola Cappuccetto Rosso non è certo passata alla storia per la sua acuta intelligenza. E va beh che la nonna dall’alto dei suoi anni, era rincitrullita, ma lei, che ci vede bene, che è giovane, se mettesse una cuffia e un paio di occhiali da sole al suo cane, come cacchio farebbe a scambiarlo per sua nonna? E i peli? Li aveva visti tutti quei peli del lupo? Ma quanto era brutta sta vecchia?
E non scappa, finendo così tra le fauci del lupo gentile, e travestito.
Il finale poi, lo conosciamo tutti, e non è meno geniale di tutto il resto…

Il Peto nella Storia - Versione 2

Auto Date Giovedì, Novembre 16th, 2006

Sin da quando il mondo aveva
ancor vivi Adamo ed Eva,
era in voga in tutti quanti
un riparo li davanti.
Ma nessun pensò, che strano,
di coprirsi il deretano.

E così dall’orifizio,
per bisogno oppur per sfizio,
calda arietta prima oppressa
variamente fu trasmessa
con sussurro un po’ confuso
o con colpo d’archibuso

In antico i vari suoni
non urtavano i calzoni:
né gli strappi repentini,
capricciosi o pizzichini
né le loffe più discrete
conturbavano la quiete. Read the rest of this entry »

Il Peto nella storia

Auto Date Giovedì, Novembre 16th, 2006

Sin da quando il globo aveva per viventi Adamo ed Eva
era in uso, a tutti quanti, di coprìrsi sul davanti.
Ma nessuno penso’, strano, di coprirsi il deretano.
Fino a quando i Sodomiti, di scuregge assai periti,
per eccesso di misura s’otturarono l’apertura.
I romani allor sommessi non frenarono gli eccessi.
Pur Augusto imperatore scureggiava a tutte l’ore,
e la corte assai perfetta scureggiava in etichetta,
e perfino in casi gravi scureggiavano gli schiavi.

Si racconta che Tiberio scureggiava serio serio,
che Galigola il tiranno scureggiasse tutto l’anno,
e più d’una Catilina ne facesse ogni mattina.

Cicerone ad ore intere discorreva col sedere,
quelle poi di Coriolano si sentivan da lontano;
con la botto sulla trippa scureggiava pure Agrippa.

Muzio Scevola e Porsenna ne portarono una strenna
alle feste d’Imeneo, dove il console Pompeo,
e più ancora il gran Lucullo, scureggiava per trastullo.

Scureggiava Roma intera dal mattin fino alla sera,
scureggiava in grande stile anche il sesso femminile,
mentre invece Cincinnato scureggiava in mezzo al prato.

Senza sforzo le Vestali ne spengevano i fanali,
le faceva come l’olio Marco Tullio in Campidoglio
e non eran certo poche, domandatelo alle oche!
Scureggio’ Napoleone anche al rombo del cannone!
“La battaglia non si perda” e Cambronne rispose “Merda!”
ch’è la cosa più sicura se c’e’ in mezzo la paura.

Scureggiava come un tuono pur Cleopatra sul suo trono,
in contrario ad Agrippina che facevale in sordina,
le faceva senza posa Messalina Disdegnosa.

Scureggiava assai felice la dolcissima Beatrice,
ed il suo poeta Dante le annusava tutte quante,
le scuregge del Boccaccio poi ti lasciano di ghiaccio.

Scureggiava pure il Tasso imitando il contrabbasso,
mentre invece il Macchiavelli sradicava gli alberelli,
ed il gran poeta Alfieri ne riempiva dei panieri.

Scureggiava Paganini per far ridere i bambini,
mentre invece il buon Pascal le faceva sulle scal,
e il gran Volta con la pila le faceva tutte in fila.

D’ Archimede dir si vuole che oscurasse pure il sole;
mentre a colpi di pennello scuregiava Raffaello,
ed il grande Cimarosa la faceva rumorosa.

Dopo quanto e’ stato detto non si può chiamar difetto
se noi pure qualche volta scureggiamo a briglia sciolta,
perciò è lecito e prescritto che scureggi il sottoscritto.

Come disse

Auto Date Domenica, Ottobre 1st, 2006

1. “Quando si ama davvero le parole non servono” disse il pesciolino alla pesciolina.
2. “L’importante è prendere la palla al balzo” come disse il castratore di canguri.
3. “Sono tutto orecchi” come disse l’elefante.
4. “Meglio una gallina oggi che un uovo domani”, come disse il gallo.
5. “Signora, lei non sa a che pene va incontro”, disse l’avvocato calandosi le brache.
6. “Ho la pelle d’oca” come disse Sandra Milo.
7. “Scusate lo sfogo” disse il brufolo.
8. “Non seccarmi!” disse una cacca al sole.
9. “Che brutta cera hai oggi!” disse una candela ad un’amica.
10. “Ci vediamo all’uscita!” come disse la carta igienica al panino.
11. “Sono molto contento di essere Qui”, come disse il nipotino di Paperone.
12. “Che combinazione!” disse la cassaforte incontrando una collega.
13. “Qui c’è qualcosa che non quadra” come disse il cerchio al triangolo.
14. “Mi stai prendendo per il culo” come disse la bottiglia di Champagne.
15. “Che Dio ce la mandi bona”, disse il marchese aspettando la nuova serva.
16. “Non tutti i mali vengono per nuocere” come disse il dottore al malato.
17. “Cosa fatta capo ha” come disse il boia.
18. “Mi tosi…” come disse la cellula andando dal barbiere.
19. “Datemi retta” come disse il geometra.
20. “Non sto più nella pelle” come disse il serpente.
21. “Non sono in vena” disse la goccia di sangue alla siringa (o l’ago alla siringa).
22. “Oh, come è bianco questo bucato!” disse la mamma al figlio drogato.
23. “Che fisico!” disse la moglie di Einstein la prima notte di matrimonio.
24. “Non ho più il fisico” come disse la mamma di Fermi quando il figlio se ne scappò in America.
25. “Aspettatemi!” come disse l’ultimo dei Mohicani.
26. “Arrivo!” come disse il traguardo.
27. “Non ho parole!” come disse il vocabolario distrutto.
28. “Sei una cacca, ma mi piaci” disse la mosca.
29. “Non essere laconico: sii lacubico!” disse il professore di matematica.
30. Il mago guardò nella sua palla di vetro e disse: “Oh, guarda! Ho un testicolo artificiale!”
31. “E’ un altro paio di maniche” disse il gilet.
32. “Sarò breve e circonciso” come disse Mike Buongiorno.
33. “E’ stato un colpo di fulmine” disse una nuvola scappando con un collega.
34. “E il grosso è fatto” disse la mamma di Ferrara quando partorì (R. Benigni).
35. “Non ce la faccio più…” disse quello che la faceva nelle ortiche (R. Benigni).
36. “Mi hai colto… in fragrante” disse il pane al cracker.
37. “Che faccia tosta che hai!” disse il panino.
38. “Non so se mi spiego” disse il paracadute. “Spiegati meglio” ribatté il paracadutista.
39. “Venderemo cara la pelle” come disse Annabella di Pavia.
40. “Ahi ahi” disse il pisolino mentre tutti lo schiacciavano.
41. “Mi sento a pezzi” disse il bicchiere caduto a terra.
42. “Tutti possono sbagliare” come disse il riccio scendendo dalla spazzola.
43. “Questo non c’entra!” disse la contessa sedendosi su un paracarro.
44. “Grazie per essere venuto” gli disse lei dopo un paio d’ore.
45. “E’ buio. Pesto” come disse lo skinhead.
46. “Come me la vedo brutta!” disse la contessa camminando su uno specchio.
47. “Basta! Non ne posso più! Mi sono rotto!” disse lo specchio appena schiantatosi a terra.
48. “Chi s’è visto s’è visto!” disse lo specchio rotto.
49. Il maestro disse Kung… e Kung fu.
50. “Grazie mille” come disse Garibaldi dopo aver conquistato le due Sicilie.
51. “Dacci un taglio” disse l’ebreo al rabbino. “Taglio corto” disse il rabbino all’ebreo.
52. “Non so se mi spiego” disse il tovagliolo.
53. “Non ci capisco una Sega, non me Nintendo!” disse il videogame.
54. Cosa dice una vite che si è spersa nel bosco ? “CHI ODO, chi odo”.
55. “Ho mangiato la foglia” come disse il baco da seta dopo colazione.
56. “E’ meglio tagliar corto” come disse il sarto al nano.
57. “Questo è un circolo vizioso” come disse quel tale entrando in una bisca clandestina.
58. “Non mi piace essere preso in giro” come disse quel poveretto finito nei vortici del fiume.
59. “Siamo agli sgoccioli” come disse il rubinetto guasto.
60. “Tu non sei che una principiante!” disse la lettera Z alla A.
61. “Che disdetta!” disse l’inquilino sfrattato.
62. “Io ne ho piene le scatole!” come disse il fiammifero.
63. “Te la farò pagare salata” disse la sogliola dopo aver litigato con l’aringa.
64. “Sai, l’importante è essere cortesi, così i clienti ritornano volentieri” disse il becchino ad un collega.
65. “Dio t’assista” come disse un tassista ad un collega.
66. “Con le buone miniere si ottiene tutto” come disse Re Salomone.
67. “Ed io che ti avevo sempre stimato” come disse il geometra misurando un campo.
68. “Quando giungerà il mio momento voglio essere cremato” disse il cornetto.
69. “Ed anche qui non hai torto” come disse Jack lo Squartatore spiegando a Pacciani gli errori nella sua tecnica di strangolamento.
70. “Ma… sogno… o son destro?”, disse un mancino svegliandosi una mattina.
71. “Balle! Se le avessi sarei Re” disse la Regina Elisabetta.
72. “Mi stai seccando!!!” disse la merda al sole.
73. “Che mi venga un colpo” disse il fucile.
74. “Conta pure su di me” disse la calcolatrice al ragioniere.
75. “Che stronzo!” disse la tazza del cesso.
76. “Che palle!” dissero le mutande.
77. “Basta la vista” come disse un sordomuto spagnolo.
78. “Eccomi interconnesso con l’internet fognario mondiale” come disse un mio amico sedendosi sulla tazza del cesso.
79. “Torniamo al sodo…” disse il pentolino all’ uovo.
80. “Cornuto!” come disse il bue all’asino.
81. “Strano, io sono seduto sotto un pero” disse Isaac Newton subito dopo che una mela gli cadde sulla testa.
82. “Me ne fregio” disse il decoratore.
83. “Facciamo un circolo” disse un cerchio ad un quadrato.
84. “Ti amo” disse il pescatore al verme.
85. “E’ una vitaccia” disse il cacciavite.
86. “Ho fatto i conti senza l’host” come disse uno di IHU che cercava di collegarsi, ma trovava sempre il server delle news down.
87. “Concordo e sottoscrivo” come disse quello che volava sul Concorde e voleva fare la firma sul carrello.
88. “Quanto sei volgare!” come disse il latino all’italiano.
89. “Questa me la paghi!” disse la puttana.
90. “E adesso facciamo i conti!” dissero i Marchesi decaduti.
91. “Si accomodi” disse un medico pigro al suo paziente.
92. “Finalmente soli” come disse la galassia.
93. “Salve!” come disse il condannato a morte al comandante del plotone che gli aveva concesso la scelta delle armi!
94. “Non dare mai niente per scontato” come disse il padrone del supermercato all’ apprendista cassiere.
95. “Mi sono fatto da solo” disse il drogato buttando via la siringa.
96. “Questa volta l’ho fatta grossa” disse la marchesa guardando nel water.
97. “Muoio di sonno” come disse il sonnambulo cadendo dal cornicione della casa.
98. “Non metto lingua” disse la Marchesa al garzone nudo prendendoglielo in bocca.
99. “Se son rose fioriranno” disse la Marchesa cagando in giardino.
100. “Ricomponiti” disse la parentesi al polinomio; così scomposto, ti si vedono i binomi.
101. “Quella funzione ha un seno iperbolico” disse il logaritmo leccandosi la mantissa.
102. “In fondo ho dei numeri - disse la parentesi - potrei diventare una potenza”.
103. “Ma tutto ciò è immaginario” disse il radicale puntando l’indice accusatore su meno uno.
104. “Facciamo quadrato” gridò l’ipotenusa ai cateti: arrivano i rettangoli!
105. Sapete cosa dice il professore di greco entrando in un’aula piena di fumo e surriscaldata? “Eschilo, Eschilo, che qui si Sofocle… e attenti alle scale Euripide che vi Tucidite”. E la risposta: “Ma chi Senofonte!”.
106. “Anche questa è fatta” disse la Marchesa tirando la catena.
107. “Ci vediamo all’angolo!” come disse un muro ad un altro muro.
108. “L’importante è partecipare” come disse il tizio gettandosi nell’ammucchiata.
109. “Che bella cintura!” disse lo zero all’otto.
110. Cosa direbbe Freud se fosse ancora vivo? Beh… Come sono ben longevo! (Alessandro Bergonzoni).
111. “Qui tira una brutta aria!” come disse l’agente della CIA entrando in un cesso pubblico.
112. “Meglio tagliare la corda” come disse l’equilibrista fuggendo dopo la rapina.
113. “Sono sempre i migliori che se ne vanno” come disse il ciclista ultimo al giro d’Italia.
114. “Sono senza parole” come disse quello che aveva perso il dizionario.
115. “Chi più ne ha più ne metta” come disse John Holmes.
116. “Beh ragazzo, hai fegato!!” come disse Zeus andando a trovare Prometeo incatenato alla roccia.
117. “Ti amo da morire” disse lui a lei cercando di affogarla nella pentola a pressione. (Fabio Fazio).
118. “Ed è subito gol” come direbbe Ungaretti (Marcello Giannini).
119. “C’era una volta…” come disse la candela.
120. “Cazzo ci faccio in questo film?” come disse Marlon Brando in “Via col Vento”. (Paolo Cananzi).
121. “Mi fa male un dante” come disse Alighieri andando dal dentista.
122. “Qui non si riesce più ad andare avanti!!” disse la moglie del gambero.
123. “Non si trova mai un buco” come disse il tossico che cercava un parcheggio per la sua macchina.
124. “Sono tre notti che non prendo tonno” come disse il pescatore siciliano.
125. “Signorina, passo a prenderla stasera” come disse il monatto innamorato (Gino Patroni).
126. “Ho bruciato le tappe” come disse il nano che aveva bruciato le nane.
127. “Il tempo stringe” come disse il limone.
128. “Amputato, alzatevi” come disse il giudice all’imputato monco.
129. “Passo e chiudo” come diceva il telegrafista tutte le volte che usciva di casa.
130. “Chi è questo tizio?” come dissero Caio e Sempronio quando videro il fratello.
131. “Sa di tappo” come disse la ballerina baciando il nano.